DOLOMITI CONTEMPORANEE


 

Dolomiti Contemporanee presenta:
Dolomitenhof Resort

progetto e mostra collettiva a cura di Francesco Ragazzi e Francesco Urbano.

Artisti: Francesco Bertelé, Nicola Genovese, Antonio Guiotto, Rachele Maistrello, Daniele Pezzi, Priscilla Tea, Eugenia Vanni.

Sass Muss (Sospirolo, Belluno)
Inagurazione: sabato 17 Settembre 2011, h 18
Apertura: dal 18 settembre al 16 ottobre 2011, h 10.00-12.30; 15.00-19.30
Chiusura: lunedì.

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Fabbricare, fabbricare, fabbricare
Preferisco il rumore del mare
che dice fabbricare, fare e disfare
Fare e disfare è tutto un lavorare
ecco quello che so fare.
(Dino Campana)

 

Dolomitenhof Resort è una mostra collettiva site-generic, composta di opere che clamorosamente mancano di pertinenza al contesto in cui si situano. Impertinenti, spingono a domandarsi “cosa ci faccio io qui?” al centro di un quartiere industriale forse come tanti altri, dominato da montagne a volte un po’ cupe. Un posto adatto per aprirci un resort: uno di quei centri del benessere contemporaneo che ridisegnano senza misura il paesaggio in funzione della cura di sé. Una strategia di marketing per scampoli di provincia selezionati. La promessa del paradiso mantenuta in un week-end.

E non è poco. Dal venerdì alla domenica, tre giorni sono il tempo di una resurrezione. Ripristino miracoloso delle funzioni vitali, nuova linfa che circola in vene ancora umane: l’uomo più che divino diventa Eden. Pianta se stesso in una natura deserta di attrattive per coltivarsi un’oasi attorno.
Ma se i resort, quelli a cinque stelle, sono volgari e infedeli alla terra, questo che qui è stato costruito si muove su un altro piano. A Sass Muss, tra la foresteria, il bunker e il sentiero lungo il fiume, si innesta un percorso che procede per gradi, rinviando il conseguimento della meta. Una certa distanza si accumula tra opera e spettatore, tra progetto e risultato, giustapponendo gli strati della ricerca.
Priscilla Tea, Eugenia Vanni, Antonio Guiotto, Nicola Genovese, Rachele Maistrello, Daniele Pezzi e Francesco Bertelè. Gli artisti invitati dimostrano una uguale fiducia nella realtà. E’ sempre dal reale che prendono il punto di leva per sollevare l’esistente. I punti di appoggio invece sono diversi, ma sollecitati allo stesso ritmo: la meticolosità di un lavoro pacato – prima o poi – si rompe in uno sbalzo, un cambio di stato e di sostanza.
Si potrebbe chiamare sorpresa l’effetto di questi spostamenti che nell’attraversare un territorio lo prolungano e lo approfondiscono. O anche evoluzione, atto di adattamento della realtà che nel differenziarsi da se stessa non si aliena alla propria natura. L’oasi nel deserto, perfino quando è un miraggio, esiste altrove, da qualche parte non troppo lontana che i nostri occhi proiettano qui. Ci inganna, ma ci dà anche la misura di un desiderio che si è già fatto concreto.

Patrocini: Regione del Veneto, Provincia di Belluno, Comune di Belluno, Comune di Sospirolo, Fondazione Bevilacqua La Masa, Palazzo Riso, Fondazione Dolomiti Unesco, Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Confindustria, Consorzio Bim Piave, Enel.

Pianta della mostra
Credits

Documentazione video >>> Artribune Television
 

 

Commenti

gianluca il 11/09/2011 ha detto:

venghino signori
al nuovo resorto dolomitico
prezzi modici a sass muss
giusto un tallero al giorno
tanto per ripristinar le pietre
che qua almeno per un pò
hanno smesso di cadere
senza tonfi e senza orecchi
mas già in molte stavano a terra, e tante
un’inedia ventennale
nell’isterico sordo frinire
di brecce slegate incoerenti
la sentenza nel nome
ora invece le cogliamo e le ricementiamo su
bastiancontrari
a salire
con la saliva le ricementiamo
ecco cos’è una mostra
ecco cos’è, l’ascolto
e i grilli son diventati degli orchestrali
eleganti all’infrarosso
e, naturalmente,
io non pago un cazzo a nessuno

gianluca il 11/09/2011 ha detto:

venghino signori
al nuovo resorto dolomitico
prezzi modici a sass muss
giusto un tallero al giorno
tanto per ripristinar le pietre
che qua almeno per un pò
hanno smesso di cadere
senza tonfi e senza orecchi
mas già in molte stavano a terra, e tante
un’inedia ventennale
nell’isterico sordo frinire
di brecce slegate incoerenti
la sentenza nel nome
ora invece le cogliamo e le ricementiamo su
bastiancontrari
a salire
con la saliva le ricementiamo
ecco cos’è una mostra
ecco cos’è, l’ascolto
e i grilli son diventati degli orchestrali
eleganti all’infrarosso
e, naturalmente,
io non pago un cazzo a nessuno

Francesco il 13/09/2011 ha detto:

Si spera che la storia possa continuare e che i talleri possano moltiplicarsi.
Inseguiamo insieme questo miraggio dolomitico!
Ci vediamo il 17 a Sass Muss

Francesco il 13/09/2011 ha detto:

Si spera che la storia possa continuare e che i talleri possano moltiplicarsi.
Inseguiamo insieme questo miraggio dolomitico!
Ci vediamo il 17 a Sass Muss

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