ART ENCLOSURES IV > Fondazione Venezia


Art Enclosures 2011
 
VICTORIA UDONDIAN / TAMLYN YOUNG
 
Inaugurazione: lunedì 24 ottobre 2011 alle ore 18.00
Casa dei Tre Oci alla Giudecca, Fondamenta delle Zitelle 43, 30133 Giudecca, Venezia

Aperta dal 25 ottobre al 6 novembre 2011
tutti i giorni dalle 11 alle 19.
Giornata di chiusura: lunedì.

 

Il Progetto Art Enclosures – è un programma di residenze per artisti ideato prodotto e organizzato dalla Fondazione di Venezia con l’obiettivo di promuovere e valorizzare la figura e l’opera di giovani artisti provenienti dall’Africa.
Per la quarta edizione, il comitato scientifico è stato presieduto da Simon Njami: scrittore e studioso dell’arte africana di fama internazionale, tra i fondatori della rivista Revue Noire e curatore nel 2007 del primo Padiglione Africano alla Biennale di Venezia. Attraverso una scrupolosa analisi delle circa 150 candidature pervenute, sono state selezionate Victoria Samuel Udondian e Tamlyn Young.
A partire da Luglio 2011 le artiste si sono stabilite in laguna, coadiuvate da un coeso team di lavoro composto dalla curatrice Mara Ambrozic, la coordinatrice organizzativa Adriana Stradella e la responsabile per i rapporti con il territorio Valentina Medda. Art Enclosures si è inoltre rivolto specificamente ad Associazione E per l’articolazione di un programma della residenza. I curatori Francesco Ragazzi e Francesco Urbano, hanno così guidato e indirizzato le due artiste alla scoperta del territorio lagunare e del più ampio contesto artistico italiano ed europeo. Attraverso studio visit, incontri, visite a musei e luoghi della cultura, alternati da continui confronti critici, la residenza ha permesso un concreto approfondimento formativo delle ricerche sviluppate dalle due resident artist.
I risultati di questo intenso lavoro sono stati esposti in una mostra presso la Casa dei Tre Oci aperta dal 25 ottobre al 6 novembre 2011.

 

Victoria Samuel Udondian è nata nel 1982 a Lagos, in Nigeria, dove vive e lavora.
Dopo gli studi in pittura conclusi presso l’Università di Uyo e Nsukka in Nigeria, partecipa a diverse manifestazioni culturali nigeriane e africane, vincendo tra gli altri l’International Arts and Culture Award organizzato dalla Ohio State University di Columbia e la National Gallery of Arts di Lagos.
Il lavoro di Victoria Samuel Udondian si articola attorno al tema della contaminazione culturale e dell’intreccio continuo delle tradizioni contemporanee, che si rendono visibili soprattutto nelle trame dei tessuti. Infatti, come dimostrano gli studi di Alois Riegl, ripresi a Venezia dallo studioso Sergio Bettini, è sin dall’epoca persiana che le stoffe e i tappeti filati a mano, sono la manifestazione propria della sensibilità culturale delle genti, che attraverso la filatura tramandano storie, speranze, memorie, indicando spesso con precisione gli orientamenti politico-economici e le gerarchie vigenti in una società.
Il tessuto, che si fa abito, è uno dei principali mezzi espressivi che l’artista nigeriana adopera nella costruzione delle sue cerimonie e performance, in cui i capi da lei creati assumono connotazioni diverse e attraversano con disinvoltura critica le epoche e le zone geografiche più disparate. Il capo usato, la tessitura e i metodi di cucito si caricano nel lavoro di Victoria Udondian di una forte componente etica e sociale; diventano i mezzi per investigare lucidamente il contesto, l’ambiente, la storia delle culture e delle loro attività tradizionali.
Per Art Enclosures l’artista ha realizzato una collezione di indumenti cuciti utilizzando sia tessuti preziosi della tradizione veneziana sia tessuti recuperati presso le associazioni di volontariato che raccolgono e distribuiscono beni ai meno fortunati. Per la realizzazione della collezione l’artista ha analizzato le tecniche e la fattura delle stoffe presenti nei diversi musei veneziani.

 

Tamlyn Young è nata nel 1978 a Johannesburg in Sud Africa, dove vive e lavora.
Formatasi presso il dipartimento di scultura della Durban University of Technology e presso la scuola di illustrazione Mphil-Visual Arts della Stellenbosh University di Matieland, incentra la sua ricerca sullo sviluppo di progetti interdisciplinari, che indagano le interconnessioni tra i nuovi media, l’antropologia e l’etnografia, con l’intento di fornire degli strumenti creativi che possano stimolare l’apprendimento nei processi educativi e di formazione.
Il progetto che ha sviluppato durante il periodo di residenza prende spunto dalle pratiche condotte dai “Situazionisti” negli anni Sessanta, applicando la teoria della psico-geografia e della deriva urbana come possibile metodo per indagare la città di Venezia, intesa come organismo vivente, abitato da una molteplicità di persone, che esperiscono la quotidianità veneziana e la sua storia secondo modalità percettive differenti.
Il riferimento all’opera letteraria di Italo Calvino, in particolare al capitolo Valdorada del romanzo Le città invisibili, rappresenta per l’artista una possibile chiave di lettura del contesto lagunare e diviene così il riferimento per la costruzione di una narrazione visiva e orale che Tamlyn Young ha riportato nelle opere in mostra. La necessità di tessere relazioni durature con le persone coinvolte si prefigura fondamentale per poter concretizzare, detto con le parole dell’artista, “un diario collettivo e una mappa diversa della città, fatta da racconti, fotografie e mappe psico-topografiche” al fine di comporre un’installazione scultorea multimediale.

 

Comunicato Stampa
tel. +39 041 2201235
info@treoci.org
artenclosures@fondazionedivenezia.org
www.fondazionedivenezia.org

 

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