MELTINGSUN. Christine Rebet


Christine Rebet

“MELTING SUN”

A cura di Francesco Urbano Ragazzi e Maria Rosa Sossai

 

AlbumArte 8 Ottobre – 13 Dicembre 2014

Vernissage: 7 Ottobre ore 18,30

 

Meltingsun è la prima personale in Italia di Christine Rebet e l’evento inaugurale di AlbumArte, nuovo spazio di ricerca per l’arte contemporanea a Roma. La mostra è il culmine di un programma di residenza a tre, durante il quale l’artista ha lavorato fianco a fianco con il duo curatoriale Francesco Urbano Ragazzi.
Dopo un lungo processo di scambio e ricerca cominciato a Parigi all’inizio di quest’anno assieme alla direttrice di AlbumArte Maria Rosa Sossai, l’artista e la coppia di curatori si incontrano nel project space romano. Prende vita Meltingsun: un sole del tutto artificiale che anima l’omonima serie di disegni, facendola evolvere in oggetto scultoreo e monumentale.
In mostra è l’atelier dell’artista, o meglio, una maison de luxe post-coloniale costruita intorno ad un’anomala catena di produzione che si compone di bozzetti, calchi, macchinari metallici e volumi tridimensionali. Attraverso la presenza sottotraccia di forme e immagini ricorrenti, s’intravedono i segni di un’improbabile collezione di gioielli: architetture del corpo che proliferano e riemergono, trasfigurate e spogliate della loro sensazionale lucentezza. Le parure regali di Mellerio dits Meller – una delle più antiche compagnie di gioielli esistenti, che veste le regine di tutto il mondo fin dai tempi di Maria De Medici – perdono la loro patina di vanità e si trasformano in amuleti woodoo, catene, medaglie, scudi, armature.
Insieme a questa rilettura dei codici vestimentari della nobiltà europea, Meltingsun esplora il linguaggio delle élite attraverso l’appropriazione di una gamma di gesti ed espressioni. Come i modelli di un campionario, i titoli di Rebet risuonano nelle sale di AlbumArte accompagnati dall’eco siderale di una fonderia. Evocano con grazioso cinismo immaginari esotici, industriali, militari, tra moda e imitazione della natura: Meltingsun, Carat Drap, Trousseau, Chrystal Tale, Facet A, Twinnings, Symphony of a Satin Chiffoneur, Heaven Infused, Blue Maiden, Plain Air, Duet Solomite, Duchesse on Tortoise Escape, Boudoir, Romulus Breeze…
Il processo di spazializzazione del disegno passa per la costruzione di volumi sempre più ingombranti. La piattezza del velluto con cui è foderato Royal Dailies è punteggiata di calchi in gesso di oggetti quotidiani che prendono la forma di cammei, mentre Battlefield ingigantisce una trousse per preziosi fino alla dimensione di un trittico. E ancora, le due fiamme rosse di Carat Drap 1 e 2 sembrano solo il prologo di Javary’s Pit, una scultura che sfida la gravità e ricorda una colata lavica solidificata. Punto finale di questo continuo cambiamento di stato è una performance che viene eseguita in occasione del vernissage: due portantini mobilitano una parte nascosta della collezione di disegni in un défilé meccanico scandito dagli annunci di una voce registrata.
 
Il lato performativo della mostra verrà ripreso durante Meltingsun Live, una matinée offerta da AlbumArte sabato 11 ottobre in occasione della X Giornata del Contemporaneo. Su invito di Christine Rebet, a partire dalle 12, il filosofo Emanuele Coccia inizierà una conversazione sul legame tra ornamento e forme sensibili del potere. Seguirà la performance sonora in differita di Matteo Nasini sulle tracce di una fusione artificiale.
Meltingsun Live è a cura di Francesco Urbano Ragazzi e Maria Rosa Sossai in collaborazione con Nero Magazine. Il website della rivista ospiterà le ulteriori progressioni dell’evento.

 

 

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